Divina Eucaristia, che cosa sei? Chi sei? Nell'antifona, canto di inizio: “Cibavit nos ex adipe frumenti et de petra melle. Melle saturavit nos ». Potrei anche fare la mia domanda così: Che cosa sei? ma è più esatto se dico: Chi sei? Chi sei, o divina Eucaristia? Che cosa sei? Fior di frumento e miele stillato dalla roccia. Fior di frumento. Che cos’è l’Eucarestia? Fior di frumento. Frumento in fiore. Frumento in amore irrigato da pioggia di Sangue.
Il chicco di grano caduto in terra, irrigato da una pioggia di Sangue. Il chicco di grano caduto in terra, irrigato da una pioggia di Sangue, poi macinato e cotto nelle fiamme ardenti del roveto della Pentecoste. Il fuoco della Pentecoste. Questa è la divina Eucarestia. Miele scaturito dalla roccia: perché? Uno dei soldati dà un colpo sulla Pietra, la spacca ed incominciano ad uscire acqua e sangue. È questo il miele della roccia, il Petto santissimo di Cristo crocifisso. Chiarissimo, anche questo mistero.
San Bonaventura, nella “Vita di Francesco d’Assisi”, dice: “Ubi magistralis scientia foris stat, affectus intrat amantis”. Dove la scienza magistrale, la grande scienza, sta fuori, “foris stat” (uno può sapere tutte le cose del mondo e non capire nulla di questo Mistero) “affectus amantis intrat”: l’affetto di chi ama, di chi è innamorato di Cristo Signore, entra: entra nel Mistero. “Ubi magistralis scientia foris stat, affectus amantis intrat”.
Divina Eucarestia! È l’assioma della Fede. Assioma della Fede, l’assoluto della Fede. Nella Liturgia eterna, l’assoluto della Fede diventa visione: è la Beata Trinità; nella Liturgia che celebriamo sulla terra, per divina misericordia, l’Eucarestia è l’assioma della Fede. Cos’è la Fede? Guardate l’Eucarestia, vedete la Fede. È la visione della Fede. “Visio fidei”, l’Eucarestia. Secondo l’etimologia greca, se traduco, la parola assioma vuol dire “dignità”. Quanto è sublime la nostra Fede! La dignità della nostra Fede, specialmente nel Mistero eucaristico. Che vertice, che vertigine! Frumento. Frammento. Sacramento: è lo stesso. Questo frumento, anche in un frammento, porta nascosto l’Essere sconfinato. Dal nulla di questo frammento all’Infinità: una specie di sconvolgimento o di puro soverchiamento. Non c’è che da cadere in ginocchio.
Si dice che san Tommaso d’Aquino si dice che avanzava nei suoi studi in una densità di silenzio. E quando aveva qualche difficoltà, sapete che cosa faceva? In ginocchio davanti all’altare. Ma se la difficoltà era grave, per trovare una soluzione… angelica, purissima, il Dottore Angelico saliva sulla mensa dell’altare, apriva il tabernacolo,vi metteva dentro la testa e non la ritraeva finché non aveva ricevuto una luce sufficiente, abbondante, per distendere poi sui libri la sua dottrina angelica. Ho detto: non c’è che da cadere in ginocchio.
Ti amo, Ti adoro, in umilissimo ringraziamento.
Sant’Agostino: “Esperti dicite inexpertis”. Voi che avete felicemente l’esperienza della divina Eucarestia, ditelo a coloro che non hanno questa esperienza. “Experti vos feliciter, dicite inexpertis, ut ipsi sint felicissimi in hac experientia”. Se il mondo si accorgerà della divina Eucarestia in mezzo a noi, vedrete i monasteri colmi di contemplativi e di estatici e vedrete le vie e le piazze agitate e tumultuose delle nostre città essere percorse da moltitudini di santi.
Credetemi! No, credete a Lui!
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